Bambini non vedenti: come interagirci con ABBI-K

Durante la manifestazione Maker Faire 2018 tenutasi a Roma, diverse startup con attività volte all'aiuto delle persone colpite da disabilità hanno mostrato i loro progetti al vasto pubblico. Tra questi progetti sicuramente è da evidenziare ABBI-K, creato dal team dell'Istituto Italiano di Tecnologia - Unit for Visually Impaired People.

L'IIT ha sviluppato ABBI-K per aiutare i medici nella valutazione e nella riabilitazione dei bambini con disabilità visiva.

Il kit di ABBI-K è composto da un braccialetto sonoro ed una serie di altoparlanti; il braccialetto ha al suo interno un accelerometro collegato ad uno speaker, in modo da emettere un suono ad ogni movimento del braccio.

Come funziona il kit di ABBI-K?
Il braccialetto, al movimento del braccio, emette un suono che i piccoli con disabilità visiva percepiranno. Questo suono permetterà a questi bambini di percepire la posizione del bracciale nello spazio e ricreare una mappa dell'ambiente che li circonda. I bambini riescono ad associare al proprio movimento un suono e riescono ad associare al movimento degli altri utilizzatori dei bracciali ABBI-K altri suoni. Con la pratica è stato dimostrato che chi utilizza ABBI-K riuscirà a percepire molto più precisamente rispetto a chi non lo utilizza la propria e altrui posizione nello spazio.
Gli altoparlanti di ABBI-K hanno la funzione di testare i miglioramenti sui bambini non vedenti o ipovedenti che hanno eseguito un ciclo di riabilitazione con il braccialetto.



Il sistema ABBI-K è indicato per bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni ed i miglioramenti che genera nei pazienti, che ne fanno uso, sono già visibilmente consistenti dopo solo 3 mesi di utilizzo per almeno 1 ora al giorno.

Una peculiarità di ABBI-K è il fatto che permette una migliore interazione tra vedenti e non vedenti. Se il braccialetto viene indossato anche dalle persone vedenti, i bambini non vedenti riusciranno a collocare meglio nello spazio le persone che li circondano. In questo modo ad esempio il padre che indossa il braccialetto e che vuole passare un bicchiere d'acqua al figlio non vedente, al momento in cui muoverà il braccio per dare il bicchiere al bambino farà emettere un suono ad ABBI-K che permetterà al non vedente di identificare con precisione la posizione del bicchiere nello spazio.

Ma ora ascoltate la presentazione di ABBI-K a cura di una delle sue creatrici, Chiara Martolini che in maniera molto chiara e dettagliata ci spiega il funzionamento e lo scopo che si prefigge ABBI-K

Nel video compare anche Alice che ha aiutato Chiara nella dimostrazione pratica dell'utilizzo di ABBI-K, mentre l'ideatrice del progetto ABBI-K è la dottoressa neuropsicologa Monica Gori.

Una volta ottenuta la certificazione CE ABBI-K potrà essere richiesto direttamente all'Istituto Italiano di Tecnologia -Unit for Visually Impaired People, vi riportiamo il link al sito ufficiale di IIT U-VIP e anche l'interessante pagina Facebook del progetto, per rimanere sempre aggiornati su questo progetto.

La cosa che più ci ha impressionato di questo ambizioso progetto è il fatto che ABBI-K possa mettere alla pari bambini vedenti e bambini con disabilità visiva, dando loro la possibilità di giocare insieme, producendo un enorme miglioramento della qualità di vita dei bambini non vedenti. Questo progetto migliora anche la vita dei genitori di bambini non vedenti o ipovedenti che, grazie ad ABBI-K, riusciranno ad interagire in maniera notevolmente migliorata coi propri figli.