Fiore fotografato con obiettivo macro

Vuoi sapere come è stato realizzato questo scatto? Leggi questo articolo dedicato alla fotografia macro, tecnica che consente di realizzare scatti da prospettive uniche ad oggetti che abbiamo davanti quotidianamente, regalandoci prospettive uniche.
In questa accurata analisi del fotografo Fabio Santoro andremo a vedere pregi e difetti di un'ottica macro dalle incredibili potenzialità: Zhongyi Mitakon 20 mm f/2 4.5x.

Il Zhongyi Mitakon 20 mm f/2 4.5x è una lente per fotografia macro per FF e APSC.

La lente, di focale 20 mm, si presenta di dimensioni molto compatte e molto leggera, avendo un diametro di 62 mm, una lunghezza di appena 60 cm e un peso di soli 230g.

L'obiettivo è totalmente manuale, quindi sprovvisto di qualsiasi automatismo (il che lo rende un po' più complesso da usare per i neofiti o comunque per chi non ha mai avuto a che fare con la messa a fuoco manuale), e sono presenti solo 2 ghiere: quella dei diaframmi, che va da f/2 a f/16, e una per lo zoom, che va da 4x a 4.5x.

La messa a fuoco avviene avvicinando o allontanando la reflex dal soggetto inquadrato, a mano libera o tramite l'uso di una slitta micrometrica montata su cavalletto.

La qualità delle immagini è generalmente abbastanza buona, anche se variabile a seconda del soggetto fotografato, tuttavia la nitidezza non è eccellente, cosa che si nota specialmente ingrandendo l'immagine al 100%.

La maggiore nitidezza si ha da f/2.8 fino a f/5.6, mentre al di sotto e al di sopra di questa soglia si ha una morbidezza dell'immagine e qualche aberrazione cromatica ai diaframmi più chiusi.

Colorante in acqua, chicco di caffè, fiore, praline di zucchero per dolci

Nella foto: Colorante alimentare diluito all'acqua su un fondo d'olio d'oliva, chicco di caffè, un fiore, praline di zucchero per dolci

Come tutte le lenti macro, anche a diaframma completamente chiuso si ha una profondità di campo molto limitata, obbligandoci all'adozione della tecnica del focus stacking se si vuole un'ampia area di messa a fuoco o tutta l'immagine messa a fuoco.

Inoltre è una lente molto "buia", il che vuol dire che per fotografare qualsiasi soggetto occorre molta luce, e di conseguenza, soprattutto in casa, è assolutamente obbligatorio l'uso di flash o di luci per fotografia macro, unica alternativa a livelli iso troppo elevati, o in alternativa usare tempi molto lunghi.

E' inoltre praticamente obbligatorio l'uso di un telecomando per lo scatto remoto (meglio ancora se wireless), in quanto dato l'ingrandimento molto spinto offerto dalla lente, anche il più microscopico movimento farà risultare la foto molto mossa (cosa che lo rende tra l'altro quasi impossibile da usare a mano libera, soprattutto in ambito video).

Per lo stesso motivo diventa estremamente utile usare anche la funzione MUP se presente sulla propria reflex, in modo da evitare anche le vibrazioni causate dal movimento dello specchio.

Infine, la distanza di messa a fuoco è estremamente ridotta: praticamente dovrete mettervi al massimo 3-4 cm dal soggetto per metterlo a fuoco, il che lo rende praticamente impossibile da usare con ad esempio insetti vivi se particolarmente "paurosi", in quanto dovendovi avvicinare così tanto scapperebbero prima ancora che riusciate ad avvicinarvi abbastanza da metterli a fuoco.

Nella foto: sabbia, la parte superiore di una comune spugna da cucina, zucchero e un "morbidissimo" panno per gli occhiali

In conclusione Zhongyi Mitakon 20 mm f/2 4.5x è una buona lente per cominciare a prendere la mano con il mondo della fotografia macro e per capire se il genere fotografico fa al caso vostro o meno, dato che su Amazon si trova intorno ai 200 euro, contrariamente ad altre lenti anche non di marche blasonate che si trovano a più del doppio del prezzo.

Aimè una volta che vi ci sarete appassionati (se vi ci appassionerete) sentirete però presto la necessità di qualcosa di più "serio" che abbia una qualità e nitidezza delle immagini molto maggiore.

VOTO: 6/10

Soluzione al quesito iniziale: la foto della copertina è lo scatto macro dello spadice del Anthurium andraeanum.

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