Due imprenditori italiani, Canigiani e Scattolini, hanno deciso di dare nuova vita a Commodore Business Machines ltd

Due imprenditori italiani, Canigiani e Scattolini, hanno deciso di dare nuova vita a Commodore Business Machines ltd, azienda leader nella produzione di console e videogiochi negli anni ’70 e ’80, purtroppo fallita nel 1994, dandogli un’inedita quanto accattivante missione: sfondare nel mercato degli smartphone.

Abbiamo avuto il piacere di poter rivolgere alcune domande a Paolo Besser e Massimo Canigiani, che sono rispettivamente general manager e CEO di Commodore, questa è l’intervista integrale che ci hanno rilasciato:

1-      Cosa ha spinto due imprenditori italiani, Canigiani e Scattolini, a “resuscitare” Commodore?

L'amore per il marchio. Per noi bambini e ragazzi degli anni Ottanta, Commodore era praticamente il sinonimo di computer. Era bello vedere la bandiera della C= sventolare nel mercato e fu davvero un peccato quando fallì.

2-      A quanto ammonta circa l’investimento fatto?

Al momento non è ancora possibile “tirare le somme” perché stiamo tuttora investendo. Diciamo pure che quanto speso fino a oggi è una cifra notevole.

3-      Da chi è composto il vostro team?

La nostra squadra è composta da un gruppo di professionisti in diversi settori: media, grafica, musica, informatica. Tutti accomunati da una grandissima passione per la Commodore (avevamo tutti il C64 o un Amiga) e fortemente determinati a far risplendere questo marchio nel mercato, mettendo a disposizione le rispettive competenze.

4-      La sede legale di Commodore Business Machines è a Londra, al di là della convenienza dal punto di vista fiscale, avete anche un team di sviluppo e/o produzione in loco?

Una doverosa premessa. La scelta di aprire a Londra è innanzitutto determinata da una questione di “stile”: riteniamo che una “Commodore Italiana Srl” o una “Commodore Business Machines Srl” suonino un po' strane a livello internazionale. Ci sono persone in loco, ma sarei un ipocrita se vi dicessi che una minore pressione fiscale consenta soltanto maggiori investimenti.

5-      Il vostro è un marchio storico, andato molto in voga soprattutto negli anni ’70 e ‘80, come pensate di avvicinare le nuove generazioni?

Proponendo smartphone accattivanti e tecnologicamente avanzati, e parlando loro attraverso i social network e i canali di comunicazione che amano di più.

6-      Commodore è da sempre sinonimo  di videogiochi e console, avete intenzione di ricominciare a produrne?

Al momento non rientra nei nostri piani. Il mercato di oggi è molto cambiato rispetto ad allora.

7-      Su cosa verterà principalmente la vostra produzione?

Il nostro prodotto principale e, almeno per il momento, unico, sono gli smartphone.

8-      Sappiamo che vi state preparando a lanciare il primo smartphone di casa Commodore, Commodore Pet, tralasciando le sue caratteristiche tecniche, è vero che state valutando se inserirvi, preinstallato, FRODO, un emulatore di Commodore64?           

Ci stiamo lavorando. Il passato di Commodore è affascinante e condividiamo l'affetto per i vecchi computer e per i vecchi giochi, ma al momento siamo maggiormente focalizzati alle applicazioni attuali e future. Stiamo quindi lavorando sui sorgenti degli emulatori per adattarli meglio ai nostri device e ci auguriamo di finire il lavoro in tempo per la produzione.

9-      Quali sono i piani di CBM per il futuro?

In futuro prevediamo di espanderci anche in altri settori dell'elettronica di consumo oltre che, naturalmente, continuare a produrre smartphone sempre più belli, potenti e moderni. Il nostro obiettivo è riportare in auge il nostro marchio e farlo tornare fra i grandi player del mercato.

Per rimanere aggiornati sulle novità di Commodore Business Machines ltd vi consigliamo di iscrivervi attraverso l’apposito form sul sito www.commodoresmart.com .

Ringraziamo Paolo Besser e Massimo Canigiani per il tempo che ci hanno dedicato e ci auguriamo che un’azienda che ha fatto la storia, come Commodore, torni presto ad occupare il posto che le compete.