#SaveTelecom, la voce sul web dei dipendenti Telecom

#SAVETELECOM l'hashtag virale che non fa tendenza

"Quando le voci di corridoio fanno così tanto rumore da fare male; quando le voci di corridoio diventano così presenti che inizi a crederci; quando le voci di corridoio si trasformano in notizie, e ne prendi atto che ormai è troppo tardi."

Incuriositi dal numero elevato di post contenenti l'hashtag #savetelecom, abbiamo voluto scoprire come fosse nata questa nuova parola di tendenza sui social network.
Le ricerche ci hanno portato a numerosi utenti che attraverso #savetelecom hanno esposto le loro perplessità su quanto accade al mondo delle telecomunicazioni in Italia, e nello specifico all'unica società italiana che ne fa parte, Telecom Italia, ora TIM.
Appena abbiamo visto #savetelecom abbiamo pensato subito ad una campagna folkloristica avviata da qualche dipendente eccentrico, ma andando più a fondo e parlando con alcuni di questi utenti, abbiamo scoperto esistere numerosi sostenitori che non lavorano neppure per Telecom, e che il vero messaggio che si vuole trasmettere è quello di ottenere maggiore chiarezza e trasparenza sulle decisioni che verranno intraprese nei confronti dell'azienda che attualmente gestisce la rete, e non meno importante, aiutare l'utente, l'utilizzatore finale dei servizi, di qualunque operatore, a comprendere il percorso che è stato pensato per il settore delle TELECOMUNICAZIONI in Italia.

Vista sotto questo aspetto il significato di #savetelecom assume una forma completamente diversa.

La cosa che più ha attirato la nostra attenzione è stato vedere come un movimento di questa portata non stia facendo battere ciglio a nessuno, nonostante i numerosi TAG che richiamano l'attenzione di nomi quali Matteo Renzi, AGCOM, ANSA, Le Iene, e tanti altri.
Solo un recente articolo de IL FATTO QUOTIDIANO intitolato "Telecom Italia, con Cattaneo rischio esuberi. Cgil: Risparmiare su appalti, non su lavoratori”, ha nominato il movimento dei dipendenti che tanto chiedono spiegazioni.

Proviamo a riassumere velocemente quindi quanto trovato in rete unendolo a ciò che ci hanno raccontato i diretti interessati:

- Dopo la privatizzazione di SIP, è nata TELECOM ITALIA l'azienda telefonica che tutt'ora gestisce la rete telefonica e ha il maggior numero di tecnici, azienda a cui è stato "accollato" il peso di dover agevolare l'introduzione degli altri operatori per la libera concorrenza, e oggi rischia di vedere questa concorrenza gestire i suoi lavori attraverso altre imprese senza dover passare neppure da Telecom.
- Negli anni si sono presentati numerosi eventi che ad oggi hanno trasformato non sempre in meglio le condizioni di lavoro dei dipendenti, e alla fine dei fatti, della qualità percepità dagli utenti, di ogni operatore.
- Cambiano le poltrone ma i problemi non si riescono a risolvere, inasprendosi i rapporti con AGCOM che attraverso le multe impone a Telecom requisiti sempre più rigidi, mentre gli altri operatori godono ancora dell'ingresso agevolato a distanza di almeno un decennio dal loro ingresso in Italia.
- Questa situazione porta all'interno dell'azienda molta confusione, data dalla poca trasparenza di comunicazione dagli alti livelli ai reparti operativi che hanno a che fare con l'utente finale, che a sua volta desidera chiarezza.

L'insieme di queste condizioni unito alle "voci di corridoio" che sul web sono sempre più frequenti e spesso confermate da testate importanti quali Repubblica, il Fatto Quotidiano, etc, insieme al recente arrivo di Flavio Cattaneo e del passaggio di Paggi da Telecom a ENEL, unito alle decisioni di un governo che sono sempre meno chiare e che non sembra voler affrontare l'argomento, hanno agitato gli utenti e numerosi dipendenti, che insieme hanno creato un hashtag dal nome #savetelecom da utilizzare nei social network.

Da metà marzo sono iniziati quindi post più o meno diretti a figure politiche che spaziano da richieste di chiarezza a supposizioni sulle sorti dell'azienda, spesso risoltesi con l'eliminazione dei Tweet e con il BAN (cancellazione) dell'utente.

L'hashtag #savetelecom è una parola chiave molto forte in questo momento, e qualunque messaggio contenente questa parola viene unita al mischione che vuole invece diffondere informazioni chiare, ottenute chiedendo spiegazioni alle figure politiche in carico o a giornalisti nella speranza che possano venire in aiuto per avere risposte.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la dichiarazione di voler appaltare la posa della fibra ottica ad ENEL, privando quindi Telecom della possibilità di fare il lavoro per cui è nata, ovvero occuparsi delle infrastrutture di telecomunicazione.

Il Premier ha infatti affermato:"Enel è una grande azienda globale, tra le poche multinazionali che hanno la testa e il cuore in Italia. Continueremo a farla crescere, anche attraverso i progetti innovativi della banda larga che presenteremo il prossimo 7 aprile."
Inoltre durante il #matteorisponde di ieri 5 aprile 2016, il premier Matteo Renzi ha più volte ribadito il suo pieno sostegno nei confronti di ENEL GREEN POWER, nella totale perplessità di chi ancora non comprende il legame tra ENEL e le telecomunicazioni.
Infine su molte testate giornalistiche si parla del 7 aprile come la data in cui avverrà la presentazione di ENEL OPEN FIBER, in cui sarà ENEL a occuparsi della posa della FIBRA OTTICA partendo dalle città pilota BARI e CAGLIARI (in fondo all'articolo i link relativi a quanto appena detto).

Chi usa #savetelecom intende quindi chiedere spiegazioni su cosa sta accadendo al panorama delle telecomunicazioni, e desidera conoscere quali sono i piani per queste aziende che fino ad oggi si sono occupate di telecomunicazioni e da un giorno all'altro rischiano di vedere la mole di lavoro crollare davanti alla decisione di spostare il carico di lavoro ad una azienda con partecipazione statale, di cui lo stato ne è il principale azionista.

C'è quindi poca chiarezza su quali possano essere le conseguenze sui lavoratori di queste aziende, che sempre più spesso si trovano in balia di scelte molto più grandi di loro, e vivono come una incudine tra gli utenti che chiedono spiegazioni e i grandi poteri che definiscono le regole del gioco, a cui non ci si può opporre.

Chiunque volesse approfondire la tematica e conoscere lo sviluppo legato all'hashtag #savetelecom e contribuire in qualunque modo, può unirsi alle pagine ufficiali su facebook e su twitter.

Qui di seguito alcuni link utili:

Pagina di #savetelecom su Facebook: https://www.facebook.com/SaveTelecomI/
Pagina di #savetelecom su Twitter: http://www.twitter.com/@savetelecom@savetelecom@savetelecom

Preoccupazione in Telecom per la gestione del lavoro su Il Fatto Quotidiano: (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/06/telecom-italia-con-cattaneo-rischio-esuberi-cgil-risparmiare-su-appalti-non-su-lavoratori/2611108/)
Il giorno in cui l'Italia scoprì internet sul Profilo Ufficiale di Renzi (https://www.facebook.com/notes/matteo-renzi/il-giorno-in-cui-litalia-scopr%C3%AC-internet/10153969759008911internet/10153969759008911)

Enel Open Fiber su Corriere Comunicazioni: (http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/40522_banda-ultralarga-enel-parte-da-bari-e-cagliari.htm)
Giallo sul Piano Renzi e Fibra Ottica su Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/economia/giallo-piano-renzi-fibra-1242330.html)
Azioni Enel in crescita grazie al sostegno di Renzi per la gestione della banda larga su Forexinfo (https://www.forexinfo.it/Azioni-Enel-previsioni-per-un)
Banda Ultralarga - Cosa succede ora su Repubblica (http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/03/31/news/banda_ultralarga_cosa_succede_ora-136609596/)