5g velocità

Il 5 marzo 2018 Agcom (autorità garante delle telecomunicazioni) ha pubblicato una prima bozza di regole e procedure per la tanto attesa asta per lo sviluppo del 5G in Italia.

Qual'è l'obiettivo di Agcom? Quali saranno le frequenze del 5G? Quando sarà disponibile la connessione 5G in Italia

Lo Stato conta di guadagnare almeno 2,5 miliardi di euro per le frequenze 5G, nonostante il fatto che nel 2011 l'asta per il 4G fece incassare allo stato circa 4 miliardi.

L'attenzione degli addetti ai lavori è alle stelle per la consultazione pubblica avviata dall'Agcom il 5 marzo sui regolamenti che stabiliranno l'assegnazione dei diritti di utilizzo delle frequenze del 5G.

Tra i punti cardine dettati da Agcom c'è la prima scadenza: 30 giorni di confronto e poi immediatamente dopo avverrà la pubblicazione del bando.

Gli operatori sono pronti a spartirsi una selezione di frequenze a 700 MHz (694-790 MHz) che oggi appartengono alla televisione (DTT) ma che in un futuro prossimo consentiranno la copertura di vaste distanze e quindi di ridurre l'impiego di BTS (stazioni radio base). Secondo Agcom valgono di più degli 800 MHz (un valore del 10 per cento superiore); le frequenze a 800 MHz furono acquisite per 3,3 miliardi di euro dagli operatori.

Nel bando delle frequenze all'asta andranno anche grandi fette delle frequenze 3600-3800 MHz e 26 GHz. Queste frequenze serviranno a garantire al 5G diversi Gb di velocità, mentre le frequenze a 700 MHz serviranno a offrire una copertura territoriale molto ampia, anche indoor.

Agcom afferma che le frequenze 700 MHz saranno disponibili su tutto il territorio nazionale non prima di luglio 2022; questo fa intuire che il 5G in Italia sarà completamente strutturato e attivo solo dalla fine del 2022. Alcuni operatori ultimamente hanno dichiarato di voler dar vita al 5G prima del 2022, forse già nel 2019, in alcune città dove saranno già disponibili le altre frequenze. I diritti d'utilizzo delle frequenze scadranno a dicembre 2037 e Agcom prevede al massimo un rinnovo di otto anni, per favorire la concorrenza e per non impedire l'accesso a potenziali nuovi soggetti.

La base d'asta per i diritti di utilizzo delle frequenze del 5G sarà di 2,1 miliardi di euro con obbligo di copertura di almeno l'80% della popolazione entro 36 mesi, con priorità per i grandi centri urbani.

Un nuovo soggetto entrante sul mercato potrà inoltre godere di 5 o 10 MHz anche in abbinamento al lotto a 26 GHz ed avrà un tempo di implementazione di un anno in più, rispetto agli attuali operatori.

La base d'asta è di 300 milioni di euro per le frequenze 3600-3800 MHz, i cui diritti di sfruttamento varranno per 19 anni. Attualmente queste frequenze sono utilizzate nei siti di test di Milano, Bari, L'Aquila, Matera e 

Sempre per favorire la concorrenza, Agcom ha deciso di limitare la quantità di frequenze acquistabili da un singolo operatore e di riservare un lotto di frequenze 700 Mhz e 2.6 GHz a nuovi soggetti che si affaccino sul mercato (in sostanza chiunque tranne Tim, Wind, Vodafone e 3).

Inoltre Agcom prevede l'uso condiviso e dinamico delle frequenze 3.6-3.8 e 26 GHz; gli operatori potranno utilizzare frequenze altrui purché siano inutilizzate in quel momento. Questa innovazione farà si che l'utilizzo di queste frequenze venga ottimizzato.